Vampire Weekend
“Modern Vampires Of The City”
14 Maggio 2013
XL
Io non credo che fosse affatto prevedibile una mossa del genere da parte dei Vampire Weekend. Li lasciamo come i bambini seduti fra i LEGO (semplici, colorati, con fascino vintage, tuttavia nel loro piccolo esperti) all’ultimo disco, e ora li ritroviamo trasfigurati.
Testimoni di un modo di vivere la religione tutto americano. La religione? Si, la religione. Cos’è ? Forse una chiamata d’aiuto del mondo urbano che non basta più, forse i bambini sono in età per la cresima. Ma questa fede non è quella degli U2, (cattolica, sincera e vissuta quanto nascosta, nei testi delle canzoni) questa è più predicativa, profetica.
Da un sound che non perde nulla dal passato ma raffina e recupera, fino a suscitare alla memoria un indie (ormai già archetipico, dio benedica Simon Reynolds) dei primi anni 2000 cantato come lo canterebbero i Vampre Weekend se fossero diventati Mormoni.
Mormoni non sono, al limite mi scuserò per l’ignoranza. Ma vale la pena chiedersi cosa affligge Ezra e compagni tanto da portare in una carriera come la loro un messaggio forte come questo.
Per il resto non escludo che forse ha sempre fatto parte della loro vita, nessuno si chiama Ezra senza motivo.
Nessun motivo apparente, tanto champagne.
7+/10

